All’attenzione della Dott.ssa Valeria Desiderio

vdesiderio@Regione.lazio.it

e della Dott.ssa Lorella Lombardozzi

lolombardozzi@Regione.lazio.it

DIR. Regionale Salute e integrazione sociosanitaria area Risorse Farmaceutiche

Oggetto: Riepilogo dell’incontro del 30.07.2018 tra Associazione Canapa Caffè e la Direzione regionale salute e integrazione sociosanitaria della Regione Lazio sui problemi relativi alla reperibilità dei farmaci a base di cannabinoidi nelle strutture ospedaliere e farmacie della Regione Lazio

Gentili Dott.sse Valeria Desiderio e Lorella Lombardozzi,

facendo seguito all’incontro in oggetto, a cui abbiamo partecipato insieme all’avv. Dario Di Cecca in rappresentanza dell’Associazione Antigone e della Coalizione Italiana Libertà e Diritti, che ci legge in copia, scriviamo la presente per riassumere brevemente le problematiche esposte sulla reperibilità dei farmaci a base di cannabinoidi nelle strutture ospedaliere e farmacie della Regione Lazio e le possibili soluzioni.

  1. La quantità di farmaci a base di cannabinoidi reperibile presso le farmacie non è sufficiente a garantire l’accesso alle cure con cannabis terapeutica né la continuità terapeutica, fondamentali per il benessere dei pazienti e costituzionalmente garantiti, nonostante abbiano regolari prescrizioni, piani terapeutici e richieste di importazione.

A nostro avviso, per consentire ai pazienti un effettivo accesso alle cure, il Lazio avrebbe bisogno immediatamente di 50 Kg di cannabis terapeutica (secondo una stima della Regione Puglia, nel 2017 sono stati erogati 44 kg di cannabis terapeutica www.farmagalenica.it/cannabis-mutuabile-situazione-Regione/puglia), da chiedersi anche con un provvedimento straordinario all’Organismo statale per la cannabis per rispondere, nell’immediatezza, ai bisogni più urgenti.

Si potrebbe inoltre sollecitare il Ministero della Salute ad individuare altre strutture idonee da autorizzare alla coltivazione di canapa per soddisfarne la domanda a fini terapeutici. In riferimento all’applicazione della Legge 172/2017, per garantire il rimborso a livello nazionale per tutte le patologie indicate dal decreto Lorenzin, dovrebbe essere indetto un bando per permettere la produzione affidata ad enti suggeriti dalla Regione.

Consigliamo, come già avvenuto nell’ultimo bando di dicembre per l’acquisto di medicinali cannabinoidi, (vinto da Aurora con le varietà Pedanios (CANADA)) di suddividere le quantità in 75 % con alto livello di thc, 20% con rapporto 1/1 thc/cbd, 5% con 1/10 thc/cbd

 Occorre spiegare al Ministero della Salute che se prendiamo come riferimento i numeri in Paesi come Canada o Israele dove la cannabis terapeutica è una realtà (http://www.cannabisterapeutica.info/2017/09/27/la-cannabis-canadese-sbarca-in-portogallo-puntando-a-produrre-62-tonnellate-lanno/ ) saranno necessarie, per il 2019, almeno 30 tonnellate di cannabis terapeutica disponibile per soddisfare il fabbisogno nazionale in crescita. La Regione Lazio, in proporzione al proprio numero di abitanti, dovrebbe richiederne almeno 5 tonnellate. Proprio di oggi questo articolo sulle intenzioni del Ministro Grillo di aumentare la produzione avvalendosi anche dei privati: http://www.cannabisterapeutica.info/2018/07/31/cannabis-medica-il-ministro-grillo-produttori-privati-per-sopperire-alla-carenza/

  1. L’assenza di adeguato aggiornamento di parte degli operatori specialistici del settore socio-sanitario e la conseguente mancata applicazione delle circolari dell’amministrazione regionale pregiudicano di fatto l’uso di cannabis terapeutica da parte dei pazienti. Ad oggi non esistono stime complete ed esatte dei pazienti che si curano con cannabis terapeutica, i medici troppo spesso non compilano la “scheda per la raccolta dei dati dei pazienti trattati con cannabis” prevista dal D.M. 9.11.2015.

Si potrebbe ovviare prevedendo o intensificando corsi di formazione e aggiornamento per il personale sanitario sull’uso di cannabinoidi, con la partecipazione di esperti del settore. Si consiglia di prendere a modello il Progetto SOLE della Regione Emilia-Romagna così da raccogliere in modo completo e integrato i dati dei malati in cura.

  1. A livello nazionale sono aumentati i medici privati che prescrivono cannabis terapeutica d’accordo con alcune farmacie per facilitare l’accesso. Ad esempio, gli ospedali, San Camillo, Umberto I, Sant’Andrea e IFO Regina Elena sono convenzionati con alcune farmacie (Corsetti, Igea e Colle Oppio a Roma, farmacia Nenna in Abruzzo) in quanto non hanno mai allestito al loro interno un laboratorio galenico per la preparazione di tali farmaci. All’IFO Regina Elena è stato avviato un servizio di erogazione gratuito di FM2. Rimaniamo in attesa di altre strutture ASL che accolgano le nuove richieste dei nostri soci-pazienti. In molti casi in cui nelle strutture ospedaliere il medico rilascia la prescrizione medica per l’uso di cannabis terapeutica come indicato per legge, il paziente viene indirizzato verso farmacie private con spese completamente a suo carico.

La realizzazione di laboratori galenici all’interno delle strutture ospedaliere pubbliche permetterebbe ai pazienti di ammortizzare i costi dei loro preparati galenici. 

Si chiede inoltre l’attivazione di un canale diretto con gli uffici preposti della Regione per segnalare pratiche scorrette.

  1.  Nel caso in cui la cannabis per uso terapeutico non è disponibile i pazienti si rivolgono ai farmaci convenzionali o al “mercato nero”. “Purtroppo le farmacie del Lazio non sono messe in condizione di lavorare con un ritorno economico sufficiente”, citando il Dott. Visca della Farmacia Gallia, che resta disponibile a qualsiasi consultazione sul tema.

È fondamentale depenalizzare immediatamente il reato di autoproduzione per le persone (o delegati) con patologia per la quale la cannabis risulta essere di giovamento (decreto Lorenzin/legge di Bella). La depenalizzazione è, quindi, utile per creare gli operatori del settore. La Regione non deve approvare una depenalizzazione, dovrebbe esserne portavoce e sarebbe importante che sostenesse le richieste di autorizzazione alla coltivazione di cannabis terapeutica da parte di privati e associazioni. Inoltre, in riferimento all’applicazione della Legge 172/2017 per garantire il rimborso, a livello nazionale, su tutte le patologie indicate dal decreto Lorenzin, dovrebbe essere indetto un bando per permettere la produzione affidata ad enti suggeriti dalla Regione.

5) La licenza di guida per gli autoveicoli viene revocata qualora il conducente che usa medicinali cannabinoidi subisca un controllo al momento della guida o ne ammetta l’utilizzo in caso di rinnovo.

Le Commissioni mediche locali, in occasione delle visite finalizzate al rilascio o al rinnovo delle patenti, dovrebbero essere maggiormente informate e sensibilizzate sulla normativa in materia di canapa terapeutica, al fine di meglio comprendere le differenze tra l’utilizzo della sostanza per scopo ludico-ricreativo e quello medico. I criteri con cui si stabilisce l’astensione dalla guida dopo l’assunzione della sostanza (D.M. 2015) dovrebbero tenere conto della particolare finalità per cui avviene cui tale assunzione.

Roma, 31.07.2018

Carlo Monaco

Luigi Mantuano

Fondatori Associazione Canapa Caffè

Viale Scalo San Lorenzo 30, 00185 Roma

canapacaffe@gmail.com