La canapa è una risorsa inestimabile per il nostro pianeta. Tra i tanti usi che permette, essa si presta come valida fonte di energia rinnovabile che può far fronte ai problemi di inquinamento. Oggi, proviamo a spiegare in un modo chiaro per tutti, soprattutto per i non addetti ai lavori l’importanza di tale risorsa

La canapa come carburante: Un’alternativa sostenibile

La pianta di canapa comincia ad essere studiata e pensata come fonte alternativa.

Verosimilmente come conseguenza alla crisi energetica nata intorno agli anni settanta e alla consapevolezza, qualche anno più tardi, del problema dell’inquinamento (buco dell’ozono, inquinamento delle acque, smog, malesseri, patologie, ecc.) determinato dall’impiego copioso del petrolio e dei suoi derivati e in generale dall’utilizzo di tutti gli idrocarburi di origine fossile.

Quando si parla di combustibile, la maggior parte della gente pensa subito al petrolio e all’inquinamento.

In realtà, non tutti sanno che il combustibile può provenire da fonti vegetali, proprio come la canapa grazie a un semplice procedimento termochimico chiamato pirolisi.

Dalla cellulosa estratta dalla pianta di canapa si ottiene l’etanolo. Esso non contiene zolfo, ma soltanto un’irrisoria quantità di ossigeno.

Si adatta molto bene al funzionamento di tutti i motori, ovvero anche in quelli di “vecchia” generazione senza che questi debbano subire delle modiche strutturali e ingegneristiche.

Talvolta, addirittura dimostrando delle prestazioni migliori rispetto alle fonti di origine fossile.

Potenzialità più alte e costi di manutenzione più bassi sono solo alcuni dei tratti distintivi.

Nel 2010, ricerche scientifiche condotte presso l’università del Connecticut hanno dimostrato che una percentuale molto alta di olio ottenuto dalla pianta di canapa, pari al 97%, è convertibile in carburante biologico.

Inoltre, è stato provato che il processo di lavorazione, dall’estrazione alla raffinazione, della canapa richiede un impiego di risorse inferiore rispetto a quelle necessarie per il petrolio.

Le temperature in cui l’etanolo sviluppa energia sono inferiori rispetto al petrolio (ma anche rispetto agli altri biodiesel).

Senza dubbio, è una fonte rinnovabile che, a differenza del petrolio, non si sta esaurendo e non si esaurirà.

L’etanolo, non è l’unico prodotto per impiego energetico che ci offre la pianta di canapa, esiste anche il metanolo.

Entrambi possono essere definiti, a tutti gli effetti, biodiesel di canapa, perché naturali, biodegradabili e puliti per l’ambiente.

La canapa come carburante: Applicazioni energetiche

Scegliere la canapa in campo energetico serve per contrastare la pervasività dell’oro nero in un mondo sempre più veloce e interconnesso, in cui aria, suolo e acque sono compromessi, quasi al collasso.

Adottare la canapa come combustibile permette di agevolare gli investimenti in ricerca e sviluppo in tale direzione e di rendere ulteriormente consapevole la società riguardo una materia prima valida e sicura rispetto a petrolio e ai suoi simili presenti nel mercato oggi.

L’augurio o forse la previsione che sta a cuore a molti è che il combustibile realizzato con le piante di canapa prenda il posto dei carburanti inquinanti presenti in tutto il pianeta, dai piccoli ai grandi mezzi di trasporto come aerei e navi, fino agli impianti termoelettrici.

La canapa come carburante: Peculiarità

La pianta di canapa, ha numerose applicazioni e tantissimi vantaggi che possono migliorare la nostra vita privata e collettiva, per il bene del singolo e di tutta la collettività.

L’etanolo, in qualità di carburante derivante dalla canapa, si distingue per i seguenti fattori:

  • Naturale,
  • Biodegradabile,
  • Conservabile,
  • Privo di zolfo,
  • Senza odore sgradevole (anzi odora di canapa!)
  • Sicuro (3 volte meno infiammabile del biodiesel derivato dal petrolio)
  • Meno dispendioso,
  • Non inquinante.

La speranza è che la società, e in primis le strutture politiche ed economiche aprano gli occhi davanti a tale evidenza e che optino per delle soluzioni che rispettino l’ambiente e la persona, mettendo da parte vantaggi materiali, finanziari e di supremazia.

In Italia, grazie alla legge n. 242 del 2016, si è costatata un’apertura nei confronti della pianta di canapa come biomassa, ma con alcuni limiti; le concessioni per l’utilizzo e della lavorazione della canapa come fonte di energia sono permesse, ad oggi, esclusivamente rispetto alla produzione e all’uso per finalità proprie, ma non per la vendita a terzi.

La canapa è una delle migliori soluzioni: una pianta che si adatta a ogni tipo di terreno e di clima, resistente, versatile, pulita e bella!

Di seguito, l’estratto della legge numero 242 del 2016 che fa riferimento alla pianta di canapa come risorsa di energia.