Cos’è il THC? E come funziona? Le domande più ricorrenti sul THC rappresentano degli interrogativi su cosa il THC sia e su come esso funzioni. Tutti hanno sentito parlare, sicuramente, di THC ma non tutti ne conoscono la sua composizione chimica, i suoi effetti sul corpo o la sua storia.

Cos’è il THC?

Il Delta-9-tetraidrocannabinolo ovvero il THC è una sostanza chimica presente nelle ghiandole della pianta di canapa.

Essa è collocata in ingenti dosi nella zona degli organi riproduttivi, nelle ghiandole di resina del bocciolo del fiore della pianta femmina.

Sebbene il THC sia solo uno dei tanti composti chimici, i cannabinoidi, presenti nella pianta di cannabis, il THC è l’elemento psicoattivo principale.

In natura la canapa si serve del THC per debellare parassiti e batteri.

Inoltre, sappiamo che alcuni strains di cannabis coltivati in un ambiente chiuso permettono di ottenere fiori femminili con un contenuto di THC fino a più del 30% del loro peso secco rispetto a quelli coltivati all’aperto.

Esistono vari metodi di estrazione naturali sia con solventi che permettono di arrivare a una concentrazione di circa il 99% di THC.

La scoperta del THC

Il THC è stato scoperto per la prima volta intorno agli anni ’60. Il chimico bulgaro Rafael Mechoulam viene ora considerato il padre della ricerca sui cannabinoidi.

Quando ha iniziato i suoi studi sulle proprietà della cannabis, Rafael ha dovuto affrontare una questione: quella di reperire legalmente quantità di cannabis.

I suoi conoscenti della polizia israeliana hanno fornito i cinque chilogrammi di cannabis che Mechoulam ha usato come base scientifica per arrivare alle scoperte rivoluzionarie nella ricerca biochimica sulla cannabis.

Mechoulam è stato il primo scienziato a separare il composto THC (1969).

Scoprendo le proprietà terapeutiche della pianta di canapa, così che molti iniziarono a riconsiderare le potenzialità di tale pianta.

Grazie allo scienziato la pianta, oltre al ruolo ricreativo, ha cominciato a rivestire un concreto ruolo nella cura di numerose sintomatologie.

Il THC

Il THC, semplificando, possiamo dire che imita i prodotti chimici dei cannabinoidi che si trovano per natura nel corpo umano e si attacca ai recettori dei cannabinoidi che si trovano nella corteccia cerebrale, nel cervelletto e sono connesse al pensiero, alla memoria, ai movimenti motori, al piacere.

Il THC ha su esse effetti che il CBD non possiede, per la sua struttura molecolare, il THC si unisce ai neurotrasmettitori, e ricalca il ruolo dell’anandamide, cannabinoide naturale presente nel corpo e complice della nostra felicità, stimolando le cellule cerebrali a rilasciare una maggiore quantità di dopamina.

L’effetto e la durata di esso dipendono da diversi fattori tra cui:

  • Lo “strain” (ceppo: indica, sativa, ibrido);
  • le modalità di assunzione;
  • Il soggetto assuntore.

Inoltre, in condizioni naturali, in riferimento ai fenotipi genetici non esistono due varietà identiche come non esistono due raccolti uguali; ad incidere possono essere le condizioni di crescita, le condizioni ambientali o climatiche e soprattutto il metodo di coltivazione adottato.

La storia del THC

Ciò che emerge dagli studi sugli effetti principali del THC e in generale della cannabis è davvero sorprendente.

Questa pianta incredibile riesce ad alleviare numerose patologie.

Le ricerche scientifiche (sempre più presenti su canali di informazione come PUBMED) vengono avvalorate dalle esperienze positive dei pazienti che utilizzano i prodotti di cannabis e che continuano a raccontare i loro miglioramenti agli scienziati e ai politici.

I dati raccolti provenienti dai racconti dei pazienti e pervenuti dai risultati tangibili sulle loro vite avvalorano la tesi dell’utilità terapeutica di tale pianta e aiutano a far crescere la comprensione degli effetti della cannabis tra la gente.

Ma l’uso terapeutico della cannabis è antico.

È stato introdotto in Europa solo nel 1840 dal medico irlandese William O’Shaughnessy il quale, lavorando in India, venne a conoscenza dell’uso medico della cannabis (le varietà indiane contenevano una buona quantità di THC), impiego sulla salute che lì, al tempo, era già molto diffuso.

Successivamente la cannabis divenne nota sia in Europa sia negli Stati Uniti, diverse preparazioni medicinali, cominciarono a essere prodotte con la cannabis come ingrediente attivo e cominciarono ad essere prescritte per asma, tosse, insonnia, doglie del parto.

Il complesso reperimento di cannabis di qualità e la grande variabilità di ceppi coltivati, rese difficile avere preparazioni affidabili.

Per  tale motivo e a causa dell’introduzione di una stringente pressione fiscale sulla cannabis, su semi e fibre e a causa di una legislazione sempre più stringente l’uso terapeutico della cannabis andò scomparendo.

Senza soffermarci sulle vicende socio-politiche, ricordiamo che agli inizi del XX secolo il posto della cannabis fu preso dai medicinali derivati dall’oppio come la morfina e più avanti dai prodotti chimici delle lobby farmaceutiche.

Ma quali sono gli effetti più importanti della cannabis?

I principali effetti terapeutici non sono dati solo dalla presenza di THC nella cannabis, ma anche da altri componenti  come il CBD o i terpeni.

Tra il 1975 e il 2012, sono stati intrapresi circa 139 studi clinici sulla cannabis fitofarmaco (o sui cannabinoidi puri), su circa 9000 pazienti.

Tali indagini scientifiche hanno dimostrato e dato conferma del potenziale terapeutico dei cannabinoidi.

Nel 1986, infatti,  il THC, con il nome Marinol®, è stato approvato dalla Food and Drug Administration come stimolo per l’appetito in situazioni  di anoressia, legata alla perdita di peso tra coloro affetti da HIV/AIDS.

Il numero di studi scientifici sui benefici del THC come su quelli del CBD sono in crescita.

Ad oggi, tutti conoscono il THC come elemento potenzialmente benefico e vantaggioso per la salute, ma non tutti conoscono con precisione il suo funzionamento e la sua storia.

A causa di allarmismi e proibizionismi che hanno messo radici nel modo di pensare di oggi, alcuni pazienti sono scettici e ne rifiutano l’utilizzo terapeutico, mentre altri, più informati, la scelgono con convinzione come soluzione esclusiva.

Come per tutto ciò che riguarda la cannabis, il THC rimane, ad ogni modo, un tema scottante e controverso, per cui bisogna ancora lottare per raggiungere la piena e completa accettazione.