Con il tempo stanno sorgendo un numero sempre maggiore di studi scientifici e ricerche in laboratorio, ciò dimostra che la canapa può aiutare il trattamento di diversi disturbi della nostra salute in modo incisivo, mettendo in discussione le politiche restrittive  e proibizioniste di molti paesi e riscoprendo i vantaggi di questa fantastica pianta.

Procurarsi canapa per uso medico dovrebbe essere semplice per i pazienti, un pò come reperire i classici farmaci da banco, invece, ad oggi in Italia, sappiamo che le difficoltà non sono per nulla indifferenti. Siamo di fronte a una problematica che va a compromettere la  qualità della vita dei pazienti i quali, a causa di patologie croniche che potrebbero essere alleviate con la “cannabis terapeutica”, si ritrovano attanagliati tra le contraddizioni e i limiti della burocrazia del nostro paese.

Le restrizioni della sfera politica e legislativa incidono sulla società, così che un paziente affetto da una malattia cronica quale:

  • qualunque tipo di dolore cronico oncologico, non oncologico e neuropatico; fibromialgia, artrite reumatoide, emicrania, ecc.
  • analgesia in sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale;
  • malattie neuro degenerative, (Alzheimer, sindrome di Gilles de la Tourette, ecc.)
  • cachessia, perdita di appetito da pazienti oncologici o affetti da AIDS, anoressia nervosa;
  • glaucoma;
  • disturbo da stress post traumatico, ecc.
  • altre

si trova nella condizione in cui gli viene negata l’assunzione della cannabis a scopo terapeutico, si trova costretto a convivere con un disturbo destabilizzante, a subire il pregiudizio della società e, infine, a dover assistere, impotente, a un sistema sanitario fatto di enormi falle: dovrebbe essere compito del farmacista predisporre forme farmaceutiche in modo da garantire una massima risposta terapeutica da parte del paziente, ma intanto le farmacie non hanno margini di guadagno, ma costi ingenti rispetto al prezzo di vendita, restituiscono le ricette a causa di stime e approvvigionamenti che non  rispecchiano le condizioni della realtà italiana odierna e che sono distanti dalla portata del fenomeno. In poche parole, le quantità disponibili e reperibili non riescono a soddisfare, ad oggi,  la quantità delle richieste. Non solo, ricordiamo le polemiche riguardo la nuova FM1: la standardizzazione di una pianta sembra sia una procedura utopistica, tralasciando il  “dettaglio” relativo ai tricomi in cui sono presenti i principi attivi; questi staccandosi vanno, inevitabilmente sul fondo dei contenitori farmaceutici creando una netta discrepanza all’interno del medesimo prodotto nonché una degradazione accelerata. Bufale e utopie con cui si cerca di creare un effetto calmante sulla massa, si fronteggiano con lo sguardo attento di un popolo intelligente e coinvolto che non si vorrebbe lasciare abbindolare. Il nostro ruolo è anche questo: divulgare informazioni corrette che rendano, pazienti e non, consapevoli del fenomeno e della portata del valore che la cannabis ha non solo sulla salute ma anche sull’economia.

A seguito di una attenta analisi e delle ripercussioni visibili sotto gli occhi di tutti e vissute sopra la nostra pelle, sosteniamo come gran parte dell’opinione pubblica e dei professionisti del settore che sia fondamentale elevare la polemica a un dissenso più profondo. Non è più possibile sostenere prassi burocratiche deleterie per la nostra salute.

L’intento di Canapa Caffè è quello di dare voce a tutti i soci della nostra associazione e di tutte le associazioni dei pazienti che fanno parte della grande famiglia che necessita di cannabis terapeutica, in tutti i gradi istituzionali locali e nazionali.

In particolare, ci auguriamo, che le parole dei pazienti che stanno testimoniando nei nostri video, mettendoci faccia e cuore, le realtà che vivono i malati in Italia giungano alla ministra della Salute Giulia Grillo. A lei chiediamo di adattare la legge alla situazione reale che i pazienti vivono: depenalizzare il reato di coltivazione di cannabis terapeutica per coloro che sono affetti da malattie croniche (o da persone delegate da essi), risulta essere l’unica soluzione effettiva come rimedio alle sofferenze innescate dalle dinamiche farmaceutiche attuali.

Nonostante l’ultimissima notizia dell’attuale aumento delle importazioni di canapa terapeutica dall’Olanda  in aggiunta ai  chili già concordati sia per il 2018 sia per il 2019, l’iniziativa si rivela, come sostiene la ministra Grillo “una prima risposta per i pazienti” ma di nuovo un’ulteriore azione di speranza illusoria che scoraggia nuovamente i pazienti e i loro familiari. Le stime ci dimostrano che tali quantitativi rimarranno insufficienti per la popolazione dei pazienti italiani, se comparati a paesi quali Canada e Israele.

Noi siamo i pazienti che si curano con la cannabis medica e siamo quelli che lottano ogni giorno per il riconoscimento dei loro diritti. Nel rispetto della libertà di pensiero  e di azione, lottiamo per ottenere il diritto alla cura e alla “continuità terapeutica”.

Essere curati e considerati con dignità e rispetto non dovrebbe essere un privilegio, ma un diritto di tutti. Perché negarci la possibilità di migliorare la qualità della nostra vita? Perché non depenalizzare il reato di coltivazione?

 

Di seguito i link di riferimento dei video-denuncia di alcuni dei tanti pazienti che vivono l’emergenza della cannabis terapeutica.

Continuate a seguirci e a condividere le vostre storie!

  1. https://goo.gl/47Hirg
  2. https://goo.gl/8wMwFX
  3. https://goo.gl/nJ3bnQ
  4. https://goo.gl/NMLQQ4
  5. https://goo.gl/Nzn7vU